Cosa tutti sbagliano quando si candidano per un lavoro (imparato leggendo 1000 CV e candidature) e come portare al top il tuo curriculum

State cercando consigli per migliorare il vostro CV? Fate bene, perché troppa gente sembra non sapere proprio che fare quando si tratta di candidarsi per un lavoro.

Recentemente ho fatto il salto dall’altra parte della barricata: dopo tanti anni passati a essere quello che mandava curriculum mi sono occupato della selezione di personale. In questo modo ho potuto vedere e vivere il processo dall’altra parte della barricata. Ho capito perché tanti vengono scartati subito, perché le aziende non rispondono, perché le selezioni sono così imprevedibili, e tanto altro.

Perché dovreste ascoltare i miei consigli sulla ricerca di lavoro? Perché mi sono ricordato come ero tanti anni fa, quando ho iniziato a cercare lavoro. Ricordo quanto tempo e fatica ho perso, e quante volte sono rimasto deluso, ma ho capito anche quanto stavo sbagliando. Quanti errori che avrei potuto evitare: alcuni spassosi, altri tristi, alcuni banali, altri incredibili. Ma tutti con un solo risultato: candidatura scartata. Se volete evitare di finire nella lunga lista degli scartati al primo turno, ecco quello che dovete fare.

  1. Scegliete annunci che meritano la vostra attenzione
  2. Cercare lavoro è una trattativa, e per vincere bisogna fare le cose meglio degli altri
  3. La lettera di presentazione, la vostra prima impressione
  4. Il curriculum: dove si gioca la maggior parte della partita
  5. Altro materiale: portfolio, progetti, raccomandazioni
  6. Il follow up: candidarsi è solo il primo passo
  7. Il post-mortem

Lezione 1: spendete il vostro tempo solo su annunci che meritano

Questo lo avrete letto dappertutto: non candidatevi a raffica a tutti gli annunci che vedete nei portali di ricerca lavoro, cercate solo quelli più adatti a quello che volete fare e quello per cui siete qualificati.

Dal punto di vista di chi seleziona confermo il consiglio: la candidatura fatta con lo stampino si vede subito, e partite già con tanti punti in meno. Cercare lavoro è difficile anche nelle migliori condizioni, peggio ancora se sprecate il vostro tempo in tattiche che non funzionano. Una candidatura fatta in questo modo vale come le pubblicità banali di cui vi martellano: ben che vada viene ignorata, o può dare effettivamente fastidio. 

Qualità prima della quantità: scegliete con attenzione gli annunci interessanti, e fate di tutto per essere speciali quando decidete di impegnarvi. Invece di fare il minimo indispensabile per 100 candidature, e venire scartati 100 volte, date il massimo su 5 candidature, così su quelle 5 potrete essere i migliori.

Lezione 2: rispondere a un annuncio è “vendere” sé stessi, e bisogna farlo bene

Come potete fare del vostro meglio per le poche offerte di lavoro che avrete scelto? Dovete vendervi bene: siete il prodotto, l’azienda deve conoscervi ma non può provarvi, e deve decidere in base a quello che riesce a capire di voi.

Avete poco tempo per impressionare il selezionatore (30-60 secondi al massimo), e dovete mostrare i vostri aspetti migliori, differenziarvi dagli altri canditati, senza esagerare e sembrare falsi. 
In pratica dovete creare uno spot pubblicitario, e deve essere uno spot di quelli fatti bene. Quante pubblicità ascoltate e vedete ogni giorno? E quante di queste ignorate o dite “che diavolo hanno pensato i pubblicitari”? Voi dovete fare di meglio, dovete essere nel 2-3% di pubblicità che “bucano” e che si fanno ricordare.

Rispetto a loro avete un vantaggio: vendete voi stessi, e quindi conoscete perfettamente il prodotto, siete convinti della sua qualità e siete i più interessati al suo successo.

Pensate alle candidature come a un processo di vendita: incuriosite che vi legge, raccontate una storia, mostratevi interessanti ad ogni frase e ad ogni passaggio, portate prove per tutto quello che dite, rispondete a possibili obiezioni, cercate di ottenere un “sì”, lasciateli curiosi di conoscervi meglio.

Lezione 3: giocatevi bene la vostra prima impressione

Che cosa fate quando avete trovato gli annunci giusti?
Vi dico cosa fanno tutti gli altri: mandano un curriculum fatto con lo stampino e aspettano.
Alcuni si spingono fino ad aggiungere due righe di presentazione, spesso ripetendo le cose che si possono leggere nel curriculum.
Alcuni chiedono già maggiori informazioni sul lavoro offerto: quanto si guadagna, quali benefit offre. Per un selezionatore è una cosa un pò deprimente.  

Cosa dovreste fare per uscire dal gregge? Basta seguire i consigli di genitori e nonni: l’importante è fare una buona prima impressione.
Come? Con una lettera di presentazione di un livello superiore, che vi mostri come il candidato di qualità che sapete di essere. La lettera non deve essere un lungo papiro, ma deve dire tante cose interessanti in poco tempo. Qualche parola per dire chi siete e che cosa potete offrire, possibilmente con una prospettiva che vi renda interessanti per chi vi legge.
Non mettete solo quello che avete studiato e i lavori che avete fatto, ma le esperienze specifiche che si adattano al profilo per cui vi candidate. 
Poi spiegate perché dovrebbero scegliere voi, le cose particolari che vi danno una marcia in più. Qui siete più liberi di mostrare aspetti di voi stessi in maniera originale, scrivendo cose che magari non stanno in un curriculum tradizionale.
Alla fine raccontate perché volete il lavoro. Siate interessanti ma credibili: meglio non dire che volete solo i soldi, ma neanche che volete salvare il mondo. 

Usate lettere preconfezionate a vostro rischio e pericolo: sarete presto dimenticati, e quindi scartati.
Una lettera originale e interessante salta all’occhio, mostra impegno e serietà e anche capacità di vendere e di vendersi. Vi posso assicurare che un’ottima lettera può aiutare a far dimenticare grossi punti interrogativi del curriculum.


Lezione 4: il CV deve essere la vostra esca, il vostro amo, la vostra rete 

Se la lettera di presentazione è la vostra prima impressione, il curriculum è dove si gioca veramente la partita.

Spero non serva ripetere le regole fondamentali che scrivono tutti gli altri: no errori di ortografia o sintassi, scrivete tutte le esperienze utili e interessanti senza esagerare, usate formati chiari e facili da leggere, ecc… Come fare per fare un curriculum più memorabile e che vi faccia passare alla fase successiva?

Dovete scrivere pensando a chi vi legge. Se mandate sempre lo stesso CV è come rispondere a tutte le domande con la stessa risposta. Ci saranno informazioni che non interessano in primo piano, e magari elementi interessanti che finiscono sullo sfondo. Il lavoro dei vostri sogni si merita un pò di impegno per riscrivere il curriculum e fare la giusta impressione. 
Leggete bene l’annuncio e cercate di capire che cosa cercano, cosa vorranno leggere nelle risposte e le parole chiave che utilizzano. Poi tornare sul vostro CV e usate quello che avete imparato.

Organizzate le informazioni in modo che le cose più interessanti siano bene evidenti. Date più spazio alle esperienze lavorative e di studio che si adattano all’annuncio. Cambiate le parole che avete usato con quelle che avete visto nell’annuncio. Se cercano skill e qualità che pensate di avere e che non ci sono sul vostro curriculum aggiungetele. 

Al selezionatore non interessa sapere tutto di voi, e neanche sapere tutto quello che avete fatto e che sapete fare. Gli basta vedere sul vostro profilo quello che gli serve.

  • Se sta cercando un esperto di Excel spiegate come avete usato Excel in tutti i vostri lavori precedenti.
  • Se cerca una persona autonoma scrivete delle migliori iniziative che avete preso nel lavoro.
  • Se cerca un commerciale e state facendo un altro lavoro date più spazio a vecchie esperienze più in linea.
  • Se cerca qualcuno che sa usare un software particolare spostatelo al primo posto tra le vostre competenze.

Non dovete imbrogliare nessuno né mentire, solo personalizzare il vostro messaggio per chi vi legge. Mostra impegno e buon senso, ma lo fanno in pochi. Può diventare lo scatto in più che vi fa passare avanti a candidati più qualificati, ma che fanno abbastanza per dimostrarlo.

Lezione 5: offrite più degli altri candidati

Se la lettera è il tocco personale, e il CV racconta la vostra storia e il vostro profilo, adesso è il momento di mostrare chi siete e cosa potete fare. Tanti si limitano a dire, ma pochi dimostrano quello che dicono.
Come dicono per le storie, i libri, i film:

Show, don’t tell.

Vi siete presentati al meglio con la lettera, vi siete raccontati con il CV, e alla fine portate le prove per tutto quello che avete detto. Come?

Preparate un portfolio con i vostri migliori lavori per mostrare le vostre abilità professionali (grafiche, copy, foto, creazioni…). 
Raccogliete raccomandazioni di ex colleghi, ex datori di lavoro, ex capi. Non è una raccomandazione, e nei paesi anglosassoni si usano tantissimo, e servono sempre a dare una conferma sociale: dicono “sì, effettivamente questa persona sa fare quello che dice, fidati di lui/lei”.

Preparate una piccola raccolta con i vostri progetti più interessanti, che mostrano le skill che vantate. Lavorando per una web agency mi piace sempre quando un candidato mostra i siti che ha fatto.
Questi progetti possono anche essere stati fatti come hobby, anzi possono essere un’arma in più: mostra che siete persone che si impegnano e che creano, due qualità che nessun selezionatore può disprezzare.

Lezione 6: chi la dura la vince

Pensate che la corsa sia finita quando vi siete candidati? Sbagliato! Quello è il minimo indispensabile per rimanere in gara. A questo punto torna utile la lezione 2: rispondere a un annuncio è “vendere” sé stessi.

Non basta fare un primo contatto e sedersi e aspettare: dovete fare tutto il possibile per superare la concorrenza. Parliamo di una strategia che può fare la differenza, e che fanno in pochissimi.

Dopo una o due settimane, se non avete ricevuto risposta, contattate l’azienda e chiedete un aggiornamento su come sta andando il processo di selezione.

Bastano un paio di righe:

Ho inviato la mia candidatura per la posizione X, volevo sapere se il mio CV era arrivato e se avevate avuto modo di leggerlo.

Se possibile non mandatelo a un indirizzo generico ma a chi si occupa della selezione, o almeno alle risorse umane. Se la mail non porta a niente chiamate e chiedete informazioni. E’ una cosa che ho scoperto tardi, e ancora mi mordo le mani.

Il vantaggio di questa strategia? Richiede poco tempo e vi porta in primo piano tra una montagna di candidati.
Nella peggiore delle ipotesi sarete scartati più velocemente, se non eravate adatti.
Ma è molto più probabile che passerete avanti a tanti altri candidati. Spesso chi è più insistente ottiene risultati migliori rispetto al più adatto o al più talentuoso.

Chiedere aggiornamenti ha anche un altro vantaggio: anche se va male, almeno avrete un feedback prezioso per il futuro. Un risultato migliore di 10 candidature che finiscono nel nulla e a cui nessuno risponde.

Lezione 7: non si smette mai di imparare

Avete mai sentito parlare di “analisi post-mortem“? E’ come l’autopsia: si fa a fine progetto, e serve per capire che cosa ha provocato un certo risultato positivo o negativo.

Applicato alla ricerca di lavoro è un processo molto semplice: ad ogni candidatura senza risposta o ad ogni bocciatura chiedetevi

Perché mi hanno scartato? Potevo fare qualcosa di diverso?

Provate a rivedere ogni passaggio: chiedetevi se avete fatto tutto il possibile, che cosa può essere migliorato.
Magari l’annuncio non era quello giusto, o non ci avete messo molto impegno, o la lettere non era molto convincente, o il CV era banale, o non avete fatto follow-up…
Magari non è stata davvero colpa vostra, ma sono sicuro che ogni volta troverete lo stesso qualcosa da migliorare. 

Se imparate dalle esperienze passate, e migliorate ogni passaggio, con il tempo ogni vostra candidatura diventerà più forte, più convincente e più difficile da ignorare. Non vi sembrerà più un miracolo quando qualcuno vi risponde, ma vi stupirete quando NON succede.

Concludendo

Potrei continuare a scrivere su ognuna di queste 7 lezioni, ma penso che questo sia un buon punto per fermarsi. Spero abbiate imparato qualche trucco utile per la vostra ricerca del lavoro perfetto.

Se avete delle domande o delle idee su cui volete un consiglio potete scrivere nei commenti. In bocca al lupo e buona caccia!